LA BONTA' CHE FA CRESCERE

Un progetto di educazione all’amicizia come valore, attraverso cui contrastare il bullismo a scuola: è questa in sintesi l’idea alla base dell’iniziativa “Non congelateci il sorriso” presentata quest'anno al Sigep in occasione del suo decimo anniversario, e condotta in partnership da Confartigianato, Cna, Moca, Unirimini, Fondazione Francolini e Comune di Rimini, col sostegno dell’Ufficio scolastico provinciale sede di Rimini.
L’idea, meravigliosa quanto educativa, è quella di contrastare il bullismo con un modello di condivisione sociale e di comunità educante, comunità che ha visto e che continua a vedere prorpio nei gelatai un magnifico esempio di cittadinanza attiva. - La “comunità educante” è uno slogan se non si sostanzia di azioni reali, fatte da tanti interlocutori diversi. E’ una comunità di educatori quella in cui gli artigiani si riconoscono maestri non solo di un saper fare il loro mestiere, ma anche propositori di un saper essere nel coltivare un clima di solidarietà, accoglienza e di condivisione di responsabilità sociale con i genitori e gli insegnanti - sostiene Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Nulla più di un gelato richiama ad un sorriso, alla semplicità di un momento dolce da condividere in famiglia o con amici. E questa serenità, la semplicità che la crea e che la emana, possono diventare anche tra i migliori antidoti ai contrasti fino alla vera e propria violenza insita nel bullismo e nell’incitamento all’odio che troppo spesso trovano nella rete un veicolo di propaganda. - L’idea che luoghi come le gelaterie possano contribuire all’educazione di una comunità è geniale quanto semplice, perché obbliga ad un cambio di paradigma, ad un mutamento di prospettive, dove luoghi deputati al tempo libero diventano anche ambiti educativi, e persone come i gelatai possono trasformarsi in pedagogisti della quotidianità - continua Mattia Morolli, Assessore del Comune di Rimini con delega all’Istruzione.
Semplice proprio per questo, perché non esistono solo le scuole e le famiglie come attori deputati all’educazione dei giovani ma anche i luoghi della quotidianità, di quella comunità che non deve rimanere sullo sfondo ma divenire a tutti gli effetti attiva nelle dinamiche civili ed educative.
Che il gelato sia un alimento buono ne siamo convinti. Che possa far nascere progetti così buoni, lo possiamo dire con certezza.